martedì 19 febbraio 2019

#2 - Una notte al bivacco

"Cercate di lasciare questo mondo un po’ migliore di quanto non l’avete trovato.”
Sir Robert Baden-Powell
Non so quanti di voi abbiano mai provato l'esperienza di dormire in un bivacco, d'inverno in alta montagna: doversi arrangiare ad accendere la stufa per evitare di dover dormire al freddo, portarsi da valle tutto il cibo e l'acqua (perché sicuramente la fonte in cima è ghiacciata) e dover condividere con eventuali altri ospiti la stretta cuccetta dove si dorme.
Certo, raccontato così suona male e viene da chiedersi: “ma chi me lo fa fare?”.
Allora vi aggiungo un paio di considerazioni: il bivacco “Marino Bassi” non ha nulla da invidiare al migliore dei rifugi, è molto spazioso e confortevole e dotato addirittura di fornelli a gas per cucinare. L'unico vero inconveniente rimane che la stanza da letto non è riscaldabile, quindi bisogna adeguarsi e dormire sul soppalco sopra la stanza principale.
Ma questo non ci ha spaventato: eravamo (e siamo tutt'ora) un gruppo di amici appassionati che aveva voglia di trascorrere un weekend assieme; ed è con questo spirito che abbiamo intrapreso il sentiero che parte da “Le Baite” di Montecampione, in provincia di Brescia.
Così, un sabato mattina di fine dicembre, con i nostri zaini carichi di tutto il necessario e armati di una buona dose di sano entusiasmo ci siamo imbarcati in questa avventura di più giorni, obiettivo: raggiungere il bivacco entro l’imbrunire e lì pernottare, non senza aver prima festeggiato con vino e polenta (rigorosamente portati da valle).
E ce l’abbiamo fatta!
Non è mancato qualche imprevisto, a dirla tutta, ma la nostra perseveranza è stata ben ripagata! Nulla, infatti, avrebbe potuto guastare l’armonia della nostra comitiva, nè scalfire la bellezza del tramonto che ci ha accolto al nostro arrivo in cima, o rovinare il caldo e fumoso abbraccio della stufa accesa poco dopo, il gusto di una polenta venuta male ma fatta con amore, lo splendore di una luminosissima luna piena nel cuore della notte, il sonno ristoratore che si porta via tutta la stanchezza della camminata...
L’indomani, disfatti i nostri giacigli e consumato un buon pasto, abbiamo rassettato di buona lena quel bivacco che ci aveva ospitato e dato riparo per poi avviarci, pieni di soddisfazione, sulla via del ritorno; e ogni piccola difficoltà affrontata il giorno precedente non era già che un lieve ricordo perché – come insegna il buon Baden-Powell, fondatore dello scoutismo – “un sorriso fa fare il doppio della strada di un brontolio”.
Luca La Fratta
Il nostro gruppo alla partenza dal residence  “Le Baite”

Info Tecniche
Difficoltà
Escursionisti (E - I° Livello) 
Partenza
Recidence “Le Baite”,
Montecampione (1745 m.)
Tempo di
percorrenza
Ascesa: 2.30 ore
Dislivello
positivo
Circa 430 metri
Punti di
appoggio
Bivacco Marino Bassi

lunedì 28 gennaio 2019

Dott. E. Resinello - 3Giorni 2019

Cari Amici,
Forse mi conoscete, sono il dott. E. Resinello, uno spirito che vive nella Baita Segantini, poco fuori ai Pian dei Resinelli. Vi scrivo per raccontarvi di un gruppo di vostri ragazzi che mi ha fatto visita dal 3 al 5 gennaio dell’anno appena iniziato. Sono arrivati il 3 nella tarda mattinata, erano una ventina tra animatori e accompagnatori, già da subito hanno fatto una gran fiera entusiasti come erano della casa e del panorama, menomale che la struttura è isolata, altrimenti non voglio immaginare cosa avrebbero potuto dire i vicini! Ma non pensate male, erano proprio dei bravi ragazzi, appena gli educatori hanno chiesto loro di mettersi in cerchio per la prima attività lo hanno fatto senza batter ciglio, non me l’aspettavo proprio!
Dopo il pranzo hanno fatto un bel laboratorio, inizialmente gli educatori hanno proposto ai ragazzi delle domande sul motivo per cui fanno delle azioni a cui i dovevano rispondere su dei bigliettini  segreti, il problema è stato che molte risposte si assomigliavano o, addirittura, erano identiche. Allora ecco il laboratorio, partendo da delle maschere tutte bianche, ogni animatore ha decorato la sua, rendendola unica, o così credevano… infatti durante la discussione a gruppi hanno provato a girare le maschere e… Mannaggia, erano ancora tutte uguali! Ecco che allora i ragazzi hanno scoperto il tema della prima giornata: le motivazioni; quando compiamo delle “scelte” o portiamo avanti un impegno, dobbiamo sempre aver presente cosa sta dietro al nostro agire, quali sono le motivazioni che ci guidano e ci spingono ad andare avanti, per quanto possano essere belle le nostre azioni non sono nulla se dietro non c’è un perché.
Dopo cena un gioco in allegria, trasformati in investigatori, i ragazzi si sono cimentati nel risolvere un giallo sul loro oratorio. Poi, dopo la compieta e la classica tisanella al finocchio, gli educatori, con un po’ di fatica, sono riusciti a mettere a letto i ragazzi.

E fu sera e fu mattina, secondo giorno.
Svegliati di buon mattino, dopo lodi e colazione, i ragazzi si sono buttati a capofitto nel risolvere una serie di enigmi, creati da me, per vincere un messaggio. Sapete, mi piaceva il tema della scelta, allora avevo voglia di dare loro un mio pensiero su quel tema. Dopo stanze con marchingegni elettronici, stanze con lampade UV e codici da decifrare sono arrivati alla soluzione:
“La difficoltà non è scegliere le risposte giuste da dare nella vita. La difficoltà è scegliere la domanda giusta a cui rispondere”. 
Ecco che così hanno scoperto il tema della seconda giornata: la scelta, che è in particolare del momento di riflessione che hanno fatto quella sera: fare delle scelte è molto complicato delle volte, pensiamo ai ragazzi di 5a superiore che dovranno scegliere cosa fare l’anno prossimo, o anche alla difficoltà di mantenere fede alla nostre scelte, l’impegno dell’animatore o altri possono essere complicati da portare avanti, richiedono tempo ed energia. L’attività degli enigmi porta però a dirci che scegliere comporta delle difficoltà, ma una vita senza scelte è una vita spenta e monotona, che non lascia il segno.
Nel pomeriggio abbiamo partecipato alla S.Messa celebrata don Marco Fusi, il vangelo era il classico di tutti i 4 gennaio: la genealogia di Gesù, il don ha messo l’accento sul fatto che nonostante le persone cambino – pensate, si può fare una genealogia dei preti, dei sacristi, degli educatori... - il messaggio e la presenza di Dio è per sempre, immutabile e viva!
Come dicevo la serata è stata dedica in buona parte alla riflessione a gruppi e a quella personale,  poi i miei ospiti si sono sfogati con un po’ di karaoke e sapete chi era il più carico, che nonostante il coprifuoco ha continuato a fomentare i ragazzi e a cantare a squarcia gola? Don Marco!! Ma alla fine gli educatori hanno avuto la meglio sul don e così andarono tutti a nanna.

E fu sera e fu mattino, terzo giorno.
“Paaa, parapaaaa, paaaa, parapaaaaa….” trombe squillanti hanno intonato la sveglia militare all’alba, i ragazzi sono stati tirati giù dal letto in malo modo dagli educatori, poi tutti in riga, maschi da una parte e femmine dall’altra, e, per completare la sveglia traumatica, fuori la voce per cantare l’inno d’Italia! Eravamo in guerra! Dopo l’inno si sono fatti i piani per la battaglia, entrambi gli schieramenti avevano un tesoro da nascondere e proteggere dal nemico. Finite le riunioni  colazione, rigorosamente divisi maschi da una parte e femmine dall’altra. E al suono della sirena la battaglia ha inizio. Nonostante qualche incomprensione tattica e qualche ammutinamento, il divertimento negli scontri era scontato.
- Ora, già vedo l’articolo sul giornale: “Scandalo ai Resinelli: Ragazzi dell’Oratorio giocano alla guerra”, state tranquilli, tutto ha un perché. - Vedete, una volta che una persona fa una scelta e la fa con delle forti motivazioni, non può che portare avanti quell’idea con entusiasmo! Ecco la parola del terzo giorno.
Dimenticavo, in questi 3Giorni ho lasciato qua e là delle prove ai vostri ragazzi per vedere se fossero riusciti a trovare un tesoro nascosto nella casa, ce l’hanno fatta! Era uno scrigno dentro al quale hanno trovato una frase: 
“Arriva il momento in cui bisogna scegliere tra ciò che è facile e ciò che è giusto” 
e una bussola adesiva per ciascuno da mettere in un posto ben visibile perché possa ricordare loro di compiere sempre scelte che li aiutino a raggiungere i loro sogni.

E ora è giusto svelarvi chi sono, come detto all’inizio mi chiamo E. Resinello… quella “E” sta per Educatori, quel gruppetto di giovani che si occupa di accompagnare, come meglio possono, i ragazzi che ci vengono affidati dalla comunità nel loro cammino di crescita. Motivazioni, scelte ed entusiasmo è ciò che auguriamo ai nostri ragazzi per quest’anno!

Infine è doveroso un ringraziamento per gli anni passati e l’augurio di ri-averli tra noi alla prossima  uscita a Luigi e Mariuccia, che da anni ci accompagnavano nelle 3Giorni invernali con ottimi pasti e che quest’anno, per causa di forze maggiori, non hanno potuto esserci. A ripensare allo spezzatino, la polenta, il bollito, la bogia,.. e ai dispetti in cucina, le risate, i discorsi in dialetto che non tutti capivano,... la lacrimuccia scende e la nostalgia sale! Quindi, Mariuccia, non puoi fare altro che riprenderti presto!!!



Vi lasciamo qualche messaggio da parte dei ragazzi, che ci sono arrivati al ritorno dalla 3Giorni:

Eiiii, questa 3Giorni mi è piaciuta. Tutte le attività le ho trovate interessanti e divertenti e i momenti di riflessione sono stati un modo di pensare più a fondo a certe cose. Ovviamente non sono mancate le tantissime risate. 
Vivere la 3Giorni è un insieme di emozioni indescrivibili. Pensare che questa sia l'ultima mi mette molta malinconia. Ma spero di poter vivere comunque momenti indimenticabili, pieni, profondi trasmettendoli al meglio ai futuri "destinatari". Queste giornate lasciano il segno e ciò è soprattutto grazie a voi [educatori] che fate praticamente 3 giorni pensando esclusivamente a noi, senza farci mancare nulla ma soprattutto DONANDOCI tanto😎.
È stata una bella esperienza, dove ho avuto l’occasione di stringere un bel rapporto con le persone con cui non parlavo molto...mi sono divertita tantissimo e non vedo l’ora di intraprendere una nuova avventura.

domenica 20 gennaio 2019

#1 - Due mani, sette cuori


“La grandezza non risiede nell’essere forti ma nel giusto uso che si fa della forza.
È il più grande colui la cui forza trascina il maggior numero di cuori grazie all'attrazione del proprio.”
 Henry Ward Beecher
Le migliori storie d’amore – si sa – nascono così, quasi per caso: un incontro imprevisto, uno sguardo corrisposto e la consapevolezza che quell'istante segnerà per sempre la propria vita. È successo qualcosa di simile anche quando per la prima volta mi sono ritrovato ai piedi delle imponenti falesie della Grigna: vedere da così vicino la maestosità della regina delle Orobie lecchesi ha acceso in me domande alle quali non potevo non rispondere: Cosa si vede da lassù? Che emozione si proverà nel giungere in vetta e avere tutto il paesaggio sotto di sè? C’era solo un modo per scoprirlo: incamminarmi. E così feci, iniziai a salire lungo quei sentieri di terreno battuto in mezzo al bosco sempre con il naso rivolto all'insù, verso la cima, verso la meta. All'inizio questo era la montagna per me: osservare il punto più alto, studiare il percorso e raggiungerlo.

Molte cose sono cambiare da quei primi tentativi

lunedì 14 gennaio 2019

Festa della Famiglia 2019

Domenica 27 gennaio è l'occasione di ritrovarci tutti insieme a festeggiare una delle cose più importanti che abbiamo... la nostra Famiglia!!
Quello che ci è chiesto è di riconoscere quanto è bello, vero e buono formare una famiglia, essere famiglia oggi; quanto è indispensabile questo per la vita del mondo, per il futuro dell'umanità. (Papa Francesco)
Programma:
  • Ore 10.30: S. Messa in chiesa parrocchiale
  • Ore 12.00: Laboratorio per i bambini dell'Asilo e i loro Genitori
  • Ore 13.00: Pranzo*:
    • primo piatto pasta preparata in oratorio; per il resto del pranzo vi invitiamo a portare dei cibi da condividere che potete consegnare nel salone dell’oratorio domenica 27 gennaio dalle 9.00 alle 10.00 o dopo la Messa
  • Ore 15.00: 
    • per i bambini ci saranno dei giochi organizzati dagli animatori
    • i genitori parteciperanno ad un incontro tenuto da don Luigi Galli dal titolo: 
“CRESCE LUNGO IL CAMMINO IL SUO VIGORE”

*Per organizzarci è necessario iscriversi, consegnando il modulo allegato e versando 5,00 € a famiglia a don Massimo, alle catechiste o in oratorio entro il 24 gennaio.

Il volantino potete scaricarlo cliccando qui.

martedì 1 gennaio 2019

#0 - Il Richiamo delle Montagne


“Le montagne sono le grandi cattedrali della terra, con i loro portali di roccia, i mosaici di nubi, i cori dei torrenti, gli altari di neve, le volte di porpora scintillanti di stelle." - John Ruskin

Sin da piccoli le abbiamo viste stagliarsi all'orizzonte, le montagne, a formare quella linea frastagliata così lontana eppure vicina, misteriosa, magnetica. Una linea che parla di fatica e soddisfazione, di mete raggiunte e cime non conquistate, di soli nella nebbia e notti stellate, di luoghi dove fuggire dal caos quotidiano e riscoprire se stessi, più vicini al cielo.
È il richiamo delle montagne.
E noi abbiamo risposto.

Così, con questo primo breve pensiero, vogliamo introdurre il tema di questa nuova rubrica che vi accompagnerà nei prossimi mesi: la montagna.
L’idea è

lunedì 24 dicembre 2018

Presepe 2018 - È veramente strano?

Quest’anno vi abbiamo regalato un presepe strano. Strano perché Gesù ci aspetta in cima a un monte, strano perché la Natività si trova in un tempio, strano perché per arrivare sulla vetta ci sono sia una scala che una grotta.
Con questo articolo cerchiamo di chiarire perché tutto ciò non è poi così strano e così lontano da noi.

Partiamo dalle due vie. Entrando nel presepe -dal muretto che abbiamo sulla sinistra-, ci troviamo, come la statuina, davanti ad un bivio e a pochi passi da noi un uomo con un bambino che ci indica una via, quella più semplice, che ci porta alla cima del monte attraverso una piccola salita e una grotta con un ingresso vistosamente squadrato. Ecco questa via è quella che rappresenta una fede di comodità, di cose che si ripetono sempre uguali: la messa è una tradizione - magari neanche troppo rispettata-; i sacramenti qualcosa da bambini; i valori cristiani qualcosa che va bene solo quando si è in certi ambienti ma non quando ci troviamo davanti a persone diverse da noi o in cerca di vera sicurezza.. La seconda via, più complessa, è una grande scalinata irregolare: più corta, certamente, ma non agevole, non adatta a tutti; è più la strada di chi ha fretta di andare incontro a Gesù, è la strada di chi non si accontenta di una fede tranquilla, è la fede di chi vive il suo essere cristiano con la fiammella dello Spirito Santo che si agita sul suo capo (cfr At 2,3). Allora il primo augurio di questo Natale è di poter essere Cristiani con la ‘C’ maiuscola, essere Cristiani vivi che splendono come astri nel mondo (cfr Fl 2,15)!

Il secondo elemento di stranezza è la Natività all’interno di un tempio, un tempio con la volta blu. Il richiamo è al blu delle volte della Basilica superiore di San Francesco ad Assisi, dedicata a uno dei Santi che con più difficoltà ha capito cosa Dio voleva da lui: Dio gli chiedeva “va e ripara la mia Chiesa che crolla” e Francesco iniziò a fare il restauratore di chiese, ben tre ne sistemò prima di capire che quella da curare era la Chiesa intesa come popolo di Dio. Ecco magari anche noi dobbiamo capire bene cosa ci chiede Dio. Il secondo augurio allora è che la nostra comunità possa ritrovarsi di più nelle figure di San Francesco e di papa Francesco, essere uomini e donne attivi, non persone che parlano, ma che fanno o, come disse San Francesco: “Predicate il Vangelo, e se è proprio necessario usate anche le parole.”.

Infine il terzo elemento, credo quello più “fastidioso”, Gesù nasce sulla cima di un monte, colui che viene sulla terra per ognuno di noi è su un posto lontano, scomodo da raggiungere. L’ispirazione è dal libro dell’Apocalisse: “Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” (Ap 3,20), Gesù viene in mezzo a noi ma non irrompe nelle nostre vite con arroganza, ma con estrema educazione bussa alla porta del nostro cuore, se apriamo entra. Ecco allora che la venuta di Gesù sul monte ci dice che sì, lui viene per noi, ma tu lettore scegli se andare da lui, accoglierlo nella tua vita, se cenare con Lui e Lui con te o se rimanere giù dal monte, vedere che c’è qualcosa, come la statuina fuori dalla sua casa, ma non farti prendere più di tanto da Lui. Siamo quindi alla fine, al terzo ed ultimo augurio, che questo Natale ti tocchi nel cuore e che ti faccia riscoprire per il 2019 la bellezza del “salire le scale”, fare fatica, impegnarti per poter incontrare Gesù nel servizio con e per gli altri!

Buon Natale e
Felice (e faticoso) 2019!!

venerdì 7 dicembre 2018

Novena 2018

Il S.Natale si sta avvicinando con una novità: nove nuove statuine per il nostro presepe!!
Le ha scoperte il nostro arcivescovo, Mario Delpini, che ci accompagnerà durante tutta la novena con alcuni racconti, scritti da lui, che ci presentano queste nuove statuine che, forse, già conosciamo molto bene ma spesso dimentichiamo quanto sono importanti. Ecco alcune sue parole:
Quest'anno voglio aggiungere statuine nel mio presepe. Sì, ci saranno i mestieri di Giudea: i pastori, i taglialegna, i fabbri, le casalinghe; e anche i mestieri del mio paese: il capostazione, il veterinario, il violinista. Ma voglio invitare alla grotta di Betlemme nuovi personaggi. Uno al giorno, per tutta la Novena di Natale. Chissà se qualcuno saprà costruirli?
Ecco gli appuntamenti imperdibili!